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Meandri – Marco Pavone

Meandri si compone di una serie di dittici costituita da un’immagine per metà raffigurante l’architettura di edifici abitativi, e per l’altra metà da una figura umana ritratta in un momento di intimità. Ogni dittico è un’immagine unica senza “spazio bianco” di divisione tra le due parti, è una superficie continua che rimanda ad un’unica situazione. Il corpo architettonico si espande fino a diventare corpo umano e viceversa, i due sono strettamente legati e l’elemento di marginalità è presente tanto nello spazio fisico (le abitazioni delle metropoli) quanto nella condizione dell’individuo (spazio introspettivo). Il progetto fotografico esplora l’ambiente urbano e comprende un’analisi della periferia nel suo significato più ampio cercando di mostrare un aspetto della complessità della tematica. La periferia è uno spazio non più ricollocabile solamente ai margini della città, anche per caratteristica di questa di essere mutabile ed espandersi continuamente oltre i suoi confini primari, inglobando i suoi spazi periferici. Esiste piuttosto una dimensione periferica che pervade le metropoli, il sentirsi distaccato e isolato è un sentimento che deriva dalla moderna società globale, dove il legame tra persone e la partecipazione sono sempre più trasportati sul piano virtuale.

 

Marco Pavone nasce a Catania nel 1990. Consegue gli studi di primo livello in Arti Tecnologiche presso l’Accademia di Belle Arti di Catania. Successivamente dal 2014 viaggia e lavora all’estero, passando quasi un anno a Klaipeda in Lituania, poi in Laos e nel sud est asiatico. Ritorna in Italia alla fine del 2016 per intraprendere gli studi specialistici in Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Napoli, laureandosi nel marzo del 2019.